02 ott 2026 · aggiornato il 04 ott 2026 · Redazione
Spread BTP-Bund oltre 120 punti: perché sale e cosa cambia per chi ha BTP
In un mese lo spread tra BTP e Bund è passato da circa 85 a oltre 120 punti base. Giovedì 1° ottobre ha chiuso a 118,5 punti, con un balzo di oltre 15 punti in una sola seduta. Venerdì 2 ottobre ha aperto a 126 e in mattinata è salito verso quota 130, il livello più alto da oltre un anno e mezzo. Nel pomeriggio è rientrato e ha chiuso intorno ai 115 punti. Il BTP decennale è passato dal 4% di metà agosto a circa il 4,6-4,7%.
In sintesi
- Spread BTP-Bund 10 anni: da circa 84 punti a inizio settembre a 118,5 alla chiusura del 1° ottobre; picco intorno a 130 il 2 ottobre, chiusura intorno a 115.
- BTP 10 anni: circa 4,6%, contro il 4% di metà agosto.
- Bund 10 anni: circa 3,45-3,5%, in calo negli ultimi giorni (effetto "bene rifugio").
- Cause principali: tensioni in Medio Oriente e petrolio sopra i 100 dollari, BCE tornata ad alzare i tassi, nervosismo globale sui debiti pubblici, conti pubblici italiani e francesi sotto osservazione.
Un allargamento così rapido merita attenzione, ma va messo in prospettiva. Nel 2011 lo spread superò i 500 punti e nel 2018 andò oltre i 300. Oggi siamo lontani da quei livelli: il mercato sta chiedendo all'Italia un premio più alto, non sta mettendo in dubbio la sua capacità di ripagare il debito.
Cos'è successo: la cronologia
| Data | Spread BTP-Bund (punti base) | Cosa è successo |
|---|---|---|
| Inizio settembre | ~84 | Livello di partenza, vicino ai minimi pluriennali del 2025 |
| 10 settembre | — | La BCE alza i tassi di 0,25 punti: il tasso sui depositi sale al 2,50% |
| 28 settembre | 94 | Rendimenti in rialzo su tutti i mercati obbligazionari |
| 29 settembre | 100 | Prima volta oltre quota 100 dalla primavera 2025; asta BTP con il decennale al 4,58%, massimo da tre anni |
| 30 settembre | 103 | Il BTP 10 anni chiude al 4,61% |
| 1° ottobre | 118,5 | +15,6 punti in un giorno: il Bund scende, il BTP sale |
| 2 ottobre | 126 in apertura, ~130 di massimo, ~115 in chiusura | Picco in mattinata, poi rientro; in serata il Governo approva il DPFP |
Le rilevazioni intraday variano di qualche punto a seconda della fonte e del titolo usato come benchmark.
Perché lo spread sale
1. Geopolitica ed energia
Il fattore scatenante è stato il riacutizzarsi della crisi in Medio Oriente, con l'invio di navi da guerra americane verso l'Iran. Il petrolio Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile. In questi momenti gli investitori spostano denaro verso i titoli considerati più sicuri, i Bund tedeschi. La maggiore domanda fa salire il prezzo dei Bund e ne abbassa il rendimento, mentre i titoli dei Paesi più indebitati, come Italia e Francia, vengono venduti. Il risultato è uno spread che si allarga da entrambi i lati.
2. La BCE ha ripreso ad alzare i tassi
Con l'inflazione dell'area euro risalita intorno al 3,3%, spinta soprattutto dall'energia, la BCE il 10 settembre ha alzato i tassi per la seconda volta nel 2026 e ha portato il tasso sui depositi al 2,50%. Quando il costo del denaro sale, i Paesi con il debito più alto sono i più esposti: devono rifinanziare ogni anno grandi quantità di titoli a tassi più elevati. Per questo il mercato chiede loro un premio maggiore.
3. Nervosismo globale sui debiti pubblici
La pressione non riguarda solo l'Italia. Negli Stati Uniti il Treasury a 10 anni ha superato il 5,25% e quello a 30 anni ha toccato il 5,6%, per i timori su deficit e inflazione. In Europa la Francia è sotto pressione ancora più dell'Italia: l'OAT decennale ha sfiorato il 4,9%, il massimo dal 2002, e lo spread Francia-Germania è ai livelli più alti dal 2012. Oggi l'Italia non è l'"osservato speciale" isolato degli anni passati, ma fa parte di un gruppo di Paesi ad alto debito che il mercato sta rivalutando.
4. I conti pubblici italiani
Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP). Il Governo stima per il 2026 una crescita dell'1% e un debito al 138,1% del PIL, in leggero aumento al 138,6% nel 2027 prima di scendere dal 2028. Per il 2027 e il 2028 è previsto uno scostamento di bilancio di circa 0,6 punti di PIL l'anno, destinato a energia e difesa. Con questo scostamento il deficit 2027 potrebbe tornare intorno al 3,5%. Il mercato guarderà ora alla legge di bilancio, preparata in un anno pre-elettorale e con margini molto stretti.
Quanto costa all'Italia uno spread più alto
La spesa per interessi sul debito pubblico è già intorno agli 85 miliardi di euro l'anno. Secondo le stime di Prometeia citate dalla stampa, i circa 60 punti base in più sul decennale accumulati da metà agosto valgono circa 2 miliardi di interessi aggiuntivi già nel primo anno. Il costo cresce negli anni successivi, man mano che i titoli in scadenza vengono rifinanziati a tassi più alti.
L'effetto non è immediato perché il debito italiano ha una vita media lunga, intorno ai 7 anni: solo una parte dei titoli viene rinnovata ogni anno. Per questo un picco di pochi giorni pesa poco sui conti. Uno spread che resta alto per mesi, invece, pesa molto.
Cosa significa per chi investe in titoli di Stato
Chi ha già BTP in portafoglio
Quando i rendimenti salgono, i prezzi dei titoli già in circolazione scendono, e più è lunga la scadenza più il calo è forte. Per un BTP con duration intorno a 8 anni, un rialzo dei rendimenti di 0,6 punti si traduce in un calo di prezzo di circa il 5%. Chi tiene il titolo fino a scadenza non subisce questa perdita: incassa le cedole e alla scadenza riceve il 100% del valore nominale. La perdita diventa effettiva solo se si vende prima.
Chi vuole comprare
Con il decennale intorno al 4,6% lordo, i rendimenti di ingresso sono tra i più alti degli ultimi anni. Il premio però esiste perché è aumentata l'incertezza, e niente garantisce che lo spread abbia toccato il massimo. Per non concentrare tutto in un unico momento si possono distribuire gli acquisti nel tempo o su più scadenze, come in un bond ladder. A chi teme il ritorno dell'inflazione possono interessare i titoli indicizzati, descritti nella nostra guida ai BTP Italia, Valore, Futura ed €i. Dal 19 al 23 ottobre è in collocamento il nuovo BTP Valore.
Cosa monitorare nelle prossime settimane
- Legge di bilancio: le cifre definitive su deficit e scostamento e il giudizio della Commissione europea.
- Agenzie di rating: le revisioni d'autunno sull'Italia possono rafforzare o indebolire la fiducia degli investitori.
- BCE: se ci saranno altri rialzi dei tassi e se arriveranno segnali di sostegno ai Paesi sotto pressione.
- Petrolio e Medio Oriente: un'ulteriore escalation spingerebbe di nuovo verso il Bund.
- Francia: un peggioramento dei conti francesi tende a trascinare con sé anche i BTP.
- Aste del Tesoro: la domanda nelle aste e i rendimenti di aggiudicazione sono il termometro più diretto. Trovi le date nel calendario aste.
Non tutti gli analisti leggono la situazione in modo allarmistico. Secondo alcune case di gestione, ai livelli attuali lo spread incorpora già un premio per il rischio superiore a quanto giustificato dai fondamentali italiani. A sostegno di questa lettura vengono citati la vita media lunga del debito, la solida base di investitori domestici e i miglioramenti di rating degli ultimi anni.
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Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all'investimento. I dati di mercato provengono da fonti di stampa e dai mercati regolamentati e possono differire leggermente tra loro.
