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13 ott 2026 · Redazione

Perché i rendimenti dei BTP cambiano da sito a sito

Rendimento semplice o effettivo, lordo o netto, cedola annua o semestrale: un esempio con i numeri

Se cercate il rendimento di un BTP su tre siti diversi, è facile trovare tre numeri diversi. Non sempre qualcuno sbaglia: spesso i siti calcolano cose diverse e le chiamano con lo stesso nome. Vediamo da dove nascono le differenze e quale numero usare per confrontare due titoli.

In sintesi
  • La differenza più grande è tra rendimento semplice e rendimento effettivo a scadenza: sui BTP lunghi e molto sotto la pari può superare un punto e mezzo.
  • Il netto non è il lordo moltiplicato per 0,875: l'imposta va tolta da ogni cedola e dal rimborso, poi si ricalcola il tasso.
  • Cedola annua o semestrale, prezzo usato e data di regolamento spostano il risultato di pochi centesimi.
  • Per confrontare due titoli usate il rendimento effettivo netto, preso dalla stessa fonte.

Useremo sempre lo stesso esempio: il BTP 1,70% scadenza 1° settembre 2051, comprato a 53,49 con regolamento il 15 ottobre 2026, a circa 24 anni e 11 mesi dalla scadenza.

1. Rendimento semplice o rendimento effettivo

Il rendimento semplice somma la cedola rapportata al prezzo e il guadagno in conto capitale diviso per gli anni che mancano alla scadenza:

  • cedola rispetto al prezzo: 1,70 / 53,49 = 3,18% all'anno;
  • guadagno a scadenza: (100 − 53,49) / 53,49 = 86,9%, che diviso per 24,9 anni fa 3,49% all'anno;
  • totale: 6,67% lordo.

Il rendimento effettivo a scadenza è il tasso che rende il valore attuale di tutte le cedole e del rimborso uguale al prezzo pagato (rateo compreso), tenendo conto di quando arriva ogni pagamento. Per lo stesso titolo viene 5,04% lordo.

La differenza nasce dal guadagno di 46,51 euro: il rendimento semplice lo tratta come se arrivasse un po' ogni anno, mentre arriva tutto tra 25 anni. Più il prezzo è lontano da 100 e più la scadenza è lunga, più le due misure si allontanano. Per un BTP che quota vicino a 100 quasi coincidono; per i BTP a cedola bassa emessi nel 2020–2021, che oggi quotano molto sotto la pari, la distanza supera il punto e mezzo.

Il rendimento effettivo è la misura usata dal Tesoro nei risultati d'asta e dagli operatori professionali, ed è quella che usiamo su ItalianGovies.

2. Lordo o netto

Sui titoli di Stato si paga il 12,5% sulle cedole e sulla differenza tra 100 e il prezzo di acquisto: in parte come scarto di emissione, in parte come plusvalenza, ma per i titoli di Stato l'aliquota è sempre il 12,5%. I dettagli sono nella guida sulla tassazione dei titoli di Stato.

Sul nostro esempio il rendimento effettivo passa da 5,04% lordo a 4,52% netto. Moltiplicando il lordo per 0,875 verrebbe 4,41%: il conto corretto toglie l'imposta da ogni pagamento e poi ricalcola il tasso. La differenza è piccola, ma spiega perché due siti seri possono mostrare netti diversi di qualche centesimo.

3. Da dove viene il "5,8% netto"

Mettendo insieme i primi due punti si capisce il numero più alto che si trova in rete per questo titolo. Si prende il rendimento semplice (6,67%), lo si moltiplica per 0,875 e si ottiene 5,84%, presentato come netto. Rispetto al 4,52% effettivo netto sono più di 1,3 punti: su 10.000 euro investiti, oltre 130 euro all'anno che non esistono.

Il rendimento semplice non è sbagliato in sé: è una scorciatoia nata per fare i conti a mano. Il problema è usarlo per confrontare titoli con prezzi molto diversi, perché favorisce sempre quelli più sotto la pari e con scadenza più lunga.

4. Cedola annua o semestrale

I BTP pagano la cedola ogni sei mesi. Alcuni siti esprimono il rendimento come tasso nominale annuo con capitalizzazione semestrale, la convenzione dei mercati obbligazionari; altri come tasso effettivo annuo, che tiene conto del fatto che la cedola di metà anno può essere reinvestita. Noi usiamo il tasso effettivo annuo, confrontabile con BOT, conti deposito e titoli a cedola annuale.

Sul BTP 2051: 4,98% nominale semestrale contro 5,04% effettivo annuo, entrambi lordi. Pochi centesimi, che non cambiano la scelta tra due titoli se li si confronta con la stessa convenzione.

5. Quale prezzo e quale data

Altre piccole differenze dipendono dai dati di partenza:

  • Il prezzo. Ultimo contratto, prezzo di riferimento, chiusura del giorno prima, oppure prezzo in denaro o in lettera del book: a metà seduta possono differire di qualche decimo, che su un titolo lungo e a sconto vale qualche centesimo di rendimento.
  • La data di regolamento. Sul MOT è due giorni lavorativi dopo l'acquisto: chi calcola dalla data di oggi sbaglia di poco, ma sbaglia.
  • Il rateo. Al prezzo di listino si aggiunge la cedola maturata dall'ultimo stacco, che si paga al venditore: nel nostro esempio circa 0,21 euro ogni 100 di nominale. Ignorarlo alza un po' il rendimento.

Riepilogo sul BTP 1,70% 2051 a 53,49

MisuraValoreCommento
Rendimento cedolare (1,70 / 53,49)3,18%Ignora il guadagno a scadenza
Rendimento semplice lordo6,67%Sovrastima i titoli sotto la pari
Rendimento semplice × 0,8755,84%Il "netto" più alto che circola
Effettivo lordo, nominale semestrale4,98%Convenzione di mercato
Effettivo lordo, annuo5,04%Il lordo che mostriamo
Effettivo netto, annuo4,52%Il netto che mostriamo

Come confrontare due titoli

  • Usate il rendimento effettivo a scadenza netto e prendetelo dalla stessa fonte per tutti i titoli.
  • Se un BTP lungo a cedola bassa mostra un rendimento molto più alto dei titoli vicini, quasi sempre è l'effetto del rendimento semplice.
  • Per BTP Italia, BTP€i, BTP Futura e CCT il rendimento a scadenza dipende da ipotesi su inflazione o tassi futuri: siti diversi fanno ipotesi diverse, e lì le differenze sono legittime.

Formule e ipotesi per i titoli indicizzati sono nella pagina Come calcoliamo i rendimenti. I rendimenti aggiornati di tutti i titoli sono nel listino dei titoli di Stato; per fare i conti su un titolo specifico c'è il calcolatore del rendimento a scadenza.

Domande frequenti

Qual è il rendimento giusto di un BTP?

Per confrontare titoli diversi il riferimento è il rendimento effettivo a scadenza, cioè il tasso che eguaglia il valore attuale di cedole e rimborso al prezzo pagato. Per sapere quanto resta in tasca va usato quello netto, dopo l'imposta del 12,5%.

Perché alcuni siti mostrano rendimenti più alti sui BTP sotto la pari?

Perché usano il rendimento semplice, che divide il guadagno a scadenza in parti uguali per ogni anno. Sui titoli lunghi e con prezzo molto inferiore a 100 questo metodo sovrastima il rendimento anche di oltre un punto percentuale.

Il rendimento netto è il lordo per 0,875?

Solo in modo approssimativo. Il calcolo corretto toglie il 12,5% da ogni cedola e dal guadagno a scadenza e poi ricalcola il tasso: il risultato è vicino ma non identico al lordo moltiplicato per 0,875.

Perché il rendimento di un CCT o di un BTP Italia cambia tra un sito e l'altro?

Perché le cedole future dipendono dall'Euribor o dall'inflazione, che nessuno conosce in anticipo. Ogni sito fa un'ipotesi, di solito che restino ai livelli attuali, e ipotesi diverse portano a rendimenti diversi.

Esempio calcolato con prezzo di 53,49 e regolamento il 15/10/2026, per persone fisiche non imprenditori; esclude commissioni e imposta di bollo. Contenuto a scopo informativo, non costituisce consulenza finanziaria.

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