22 set 2026 · Redazione
Tassazione dei titoli di Stato: 12,5%, capital gain, bollo e minusvalenze
Uno dei motivi per cui i titoli di Stato italiani sono così diffusi tra i risparmiatori è il fisco: cedole e guadagni sono tassati in modo più leggero rispetto alla maggior parte degli altri investimenti. In questa guida vediamo esattamente cosa viene tassato, con quale aliquota e come si calcolano tasse, capital gain e minusvalenze, con esempi numerici.
- Cedole, scarti di emissione (BOT) e plusvalenze: imposta sostitutiva del 12,5%.
- Imposta di bollo sul deposito titoli: 0,2% annuo sul valore di mercato.
- Le minusvalenze si recuperano compensandole con plusvalenze entro il quarto anno successivo.
- Vantaggi collaterali: esenzione dall'imposta di successione e, ad oggi, esclusione dall'ISEE fino a 50.000 €.
L'aliquota del 12,5%: quanto si risparmia
Per le persone fisiche, i redditi finanziari sono tassati di norma al 26%. I titoli di Stato italiani (BOT, BTP, CCT, CTZ, compresi BTP Italia e BTP Valore) godono invece di un'aliquota agevolata del 12,5%, che si applica anche ai titoli di Stato esteri emessi da Paesi inclusi nella cosiddetta white list.
Il vantaggio è concreto. Prendi un BTP con rendimento lordo del 3%: dopo il 12,5% di imposta il rendimento netto è di circa il 2,625%. Per ottenere lo stesso netto da un prodotto tassato al 26%, come un conto deposito o un'obbligazione societaria, servirebbe un rendimento lordo di circa il 3,55%.
| Strumento | Rendimento lordo | Aliquota | Rendimento netto |
|---|---|---|---|
| Titolo di Stato | 3,00% | 12,5% | 2,625% |
| Strumento tassato al 26% | 3,55% | 26% | 2,63% |
Cedole e BOT: come si calcolano le tasse sugli interessi
Cedole di BTP e CCT
Le cedole sono redditi di capitale: ogni volta che vengono pagate, l'intermediario trattiene il 12,5%. Esempio con 10.000 € nominali di un BTP con cedola annua del 3%:
- Cedole lorde in un anno: 300 €
- Imposta al 12,5%: 37,50 €
- Cedole nette: 262,50 €
Lo stesso vale per i BTP Valore e per i CCT. Nei BTP Italia, l'imposta si applica anche alla rivalutazione del capitale legata all'inflazione.
BOT e scarto di emissione
I BOT non pagano cedole: si comprano sotto la pari e vengono rimborsati a 100. La differenza (lo "scarto") è il tuo guadagno ed è tassata al 12,5% alla scadenza. Esempio: acquisti BOT per 9.850 € e a scadenza ricevi 10.000 €. Il guadagno lordo è 150 €, l'imposta 18,75 €, il guadagno netto 131,25 €. Se vuoi capire meglio come funzionano BOT e CCT, leggi BOT e CCT pagano la cedola?.
Capital gain e minusvalenze
Se vendi un titolo prima della scadenza, o lo compri sotto la pari e lo tieni fino al rimborso, puoi realizzare una plusvalenza (capital gain): è la differenza tra prezzo di vendita (o rimborso) e prezzo di acquisto, esclusi gli interessi maturati. Anche questa è tassata al 12,5%.
| Caso (10.000 € nominali) | Acquisto | Vendita/rimborso | Risultato | Imposta |
|---|---|---|---|---|
| Vendita in guadagno | 9.500 € | 9.800 € | +300 € | 37,50 € |
| Tenuto a scadenza | 9.500 € | 10.000 € | +500 € | 62,50 € |
| Vendita in perdita | 10.200 € | 9.800 € | -400 € | nessuna (minusvalenza) |
I prezzi sono espressi al netto del rateo di interessi e sono solo esempi.
Come si recuperano le minusvalenze
Una minusvalenza realizzata con la vendita può essere compensata con plusvalenze dello stesso anno o portata avanti fino al quarto anno successivo (il cosiddetto "zainetto fiscale"). Nell'esempio, i -400 € possono azzerare 400 € di plusvalenze future. Due precisazioni importanti:
- Le minusvalenze contano solo quando vendi davvero: una perdita "sulla carta" non genera alcun credito fiscale.
- Le minusvalenze non compensano le cedole, che sono redditi di capitale e non redditi diversi.
La compensazione tra strumenti tassati con aliquote diverse segue regole di ponderazione specifiche: in questi casi conviene confrontarsi con il proprio intermediario o con un commercialista.
Il rateo di cedola: perché non ti tassano due volte
Quando compri un BTP tra due cedole, paghi al venditore il rateo, cioè gli interessi maturati fino a quel giorno (il prezzo "tel quel" è corso secco più rateo). Alla cedola successiva incassi l'importo intero, ma il fisco tassa solo la parte maturata mentre il titolo era tuo: il rateo pagato viene scomputato.
L'imposta di bollo sul deposito titoli
Oltre all'imposta sostitutiva, sul deposito titoli si paga un'imposta di bollo dello 0,2% annuo, calcolata sul valore di mercato dei titoli, indipendentemente dal fatto che tu abbia guadagnato o perso. Per una posizione da 10.000 € sono circa 20 € all'anno. Va tenuta in conto quando confronti il rendimento netto con altre soluzioni, e conviene verificare anche le commissioni della banca o del broker.
Chi versa le tasse: regime amministrato e dichiarativo
Con una banca o un broker italiano, nella maggior parte dei casi sei in regime amministrato: l'intermediario calcola, trattiene e versa le imposte, e tu non devi fare altro. Se invece operi con un intermediario estero, di norma sei in regime dichiarativo: devi indicare redditi e plusvalenze nella dichiarazione dei redditi e versare le imposte tu stesso.
Altri vantaggi: successione e ISEE
- Successione: i titoli di Stato italiani sono esclusi dalla base imponibile ai fini dell'imposta di successione.
- ISEE: ad oggi i titoli di Stato italiani sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 € complessivi per nucleo familiare. La norma può cambiare, quindi verifica le regole in vigore quando presenti la DSU.
Prima di scegliere, confronta sempre il rendimento netto: con il Calcolatore rendimento a scadenza e il Listino di Italian Govies puoi vedere prezzo, cedola e rendimento di ogni titolo. Se vuoi costruire un portafoglio a scadenze scaglionate, leggi anche bond ladder: cos'è e come costruirlo.
Domande frequenti
Quante tasse si pagano sui BTP e sugli altri titoli di Stato?
Per le persone fisiche, cedole, scarti di emissione e plusvalenze dei titoli di Stato italiani sono tassati con un'imposta sostitutiva del 12,5%, contro il 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari. A questo si aggiunge l'imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore del deposito titoli.
Chi versa le tasse sui titoli di Stato?
Se usi una banca o un broker italiano in regime amministrato, è l'intermediario a trattenere e versare l'imposta. Se invece operi con un intermediario estero, di norma devi indicare redditi e plusvalenze nella dichiarazione dei redditi.
Le minusvalenze sui titoli di Stato si possono recuperare?
Sì. Le minusvalenze realizzate con la vendita possono compensare plusvalenze dello stesso anno o degli anni successivi, fino al quarto anno dopo quello in cui si sono generate. Non si possono invece compensare con le cedole, che sono redditi di capitale.
I titoli di Stato sono soggetti all'imposta di bollo?
Sì. Sul deposito titoli si applica un'imposta di bollo dello 0,2% annuo, calcolata sul valore di mercato dei titoli. Su 10.000 euro sono circa 20 euro all'anno.
I titoli di Stato contano ai fini ISEE?
Attualmente i titoli di Stato italiani sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare. Le regole possono cambiare, quindi conviene verificarle ogni anno al momento della DSU.
Informazioni di carattere generale riferite alla normativa vigente a settembre 2026 per le persone fisiche non imprenditori; la fiscalità può cambiare e dipende dalla situazione individuale. Contenuto a scopo informativo, non costituisce consulenza fiscale o finanziaria: per il tuo caso specifico rivolgiti a un commercialista o al tuo intermediario.
